Articolo a cura della dott.ssa Elena Bonfante – alimentarista
I ruminanti sono da sempre i nostri migliori alleati.
La relazione tra uomo e animali domestici ha origini antiche e ha portato a un’alleanza reciprocamente vantaggiosa: da un lato ha permesso agli esseri umani di evolversi in cultura, alimentazione e rapporti sociali; dall’altro ha garantito agli animali un ambiente protetto e prospero.
Il grande potenziale dei ruminanti risiede nella loro capacità unica: trasformare la fibra, indigeribile per l’uomo, in alimenti nobili come carne e latte.
Perché la fibra è fondamentale
La fibra è l’alimento base per i ruminanti.
Garantisce il corretto funzionamento del rumine, mantiene lo stato di salute dell’animale ed è anche l’alimento meno costoso da produrre.
Con l’evoluzione della zootecnia e l’aumento del potenziale produttivo delle bovine da latte, le razioni alimentari sono state arricchite con alimenti altamente digeribili e non fibrosi, come i concentrati. Questi supportano la produttività, ma hanno due limiti:
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un costo più elevato,
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il rischio di squilibri ruminali se utilizzati in eccesso.
Ecco perché oggi la ricerca e le nuove strategie alimentari stanno riportando l’attenzione sul valore dei foraggi di qualità.
Foraggi di qualità: i veri alleati della salute
Produrre foraggi non solo in quantità, ma in qualità porta a due grandi vantaggi:
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riduzione dei costi alimentari,
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minore incidenza di patologie legate a squilibri ruminali, come l’acidosi.
Ma cosa significa “qualità”?
Un foraggio è di qualità quando è:
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sano, quindi privo di muffe, tossine e contaminanti,
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ricco di fibra potenzialmente digeribile nel rumine.
Grazie alle moderne tecniche di analisi è possibile misurare con precisione la digeribilità della fibra e calcolare l’energia realmente disponibile per l’animale. Più fibra digeribile significa:
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più energia disponibile,
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meno necessità di concentrati,
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maggiore stabilità ruminale,
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migliore stato di salute e benessere della vacca.
Come produrre foraggi di qualità
Il percorso verso un foraggio eccellente inizia in campo:
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Scelta dell’ibrido e della tipologia di pianta.
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Gestione agronomica ottimale.
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Raccolta al momento giusto.
Con la crescita, la pianta accumula lignina, un componente fibroso utile alla pianta ma indigeribile per i ruminanti. Raccogliere al giusto stadio di maturazione è quindi determinante per garantire massima digeribilità della fibra senza sacrificare la resa.
Una scelta che fa la differenza
Oggi abbiamo a disposizione conoscenze, tecnologie e strumenti per misurare e migliorare la qualità dei foraggi.
Investire in questa direzione significa:
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maggiore redditività per l’allevatore,
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più efficienza produttiva,
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sostenibilità ambientale,
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benessere degli animali.
La qualità del foraggio non è più un’opzione: è la chiave per un futuro zootecnico solido, responsabile e vincente.
👉 Agricole Forte è al fianco degli allevatori con soluzioni, competenze e strumenti per produrre foraggi di qualità e valorizzare al meglio il potenziale dei ruminanti.
📌 Contenuto realizzato dalla dott.ssa Elena Bonfante – alimentarista




