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L'erba medica costituisce la base nutrizionale per l'alimentazione di tutti i ruminanti ed erbivori, perciò viene impiegata dagli allevatori nelle fattorie per soddisfare il fabbisogno degli animali. È fondamentale, in quanto presenta un alto contenuto proteico e proprio per questo motivo, ma anche per altri benefici che possiede, viene utilizzata come foraggio per l'allevamento e il nutrimento del bestiame, non solo di ruminanti, ma anche di ovini, caprini, equidi e leporidi.

Così, al giorno d'oggi è una pianta perenne che si riproduce soprattutto nei terreni freschi e ricchi di calcio e viene coltivata dappertutto, principalmente come foraggera, ma la sua origine e il suo impiego risalgono a molti secoli fa: la sua prima comparsa fu in Oriente, precisamente in Persia, per poi essere introdotta anche in Europa.

Appartiene alla famiglia delle leguminose e il suo nome ufficiale, per gli esperti nel settore, è quello di Medicago-Sativa.Grazie alla sua ricchezza di proteine e vitamine, viene quindi coltivata come foraggio ed è inoltre possibile conservarla sotto forma di fieno o farina.

I principi nutritivi dell'erba medica

Le radici dell'erba medica hanno la particolarità di arrivare molto in profondità e grazie a questo esse riescono ad assimilare molti minerali difficilmente raggiungibili da altre piante. Ciò permette alla pianta anche di non soffrire la mancanza d'acqua, dato che è capace di raggiungere delle riserve d'acqua più in profondità.

Il beta-carotene è indubbiamente l’aspetto nutrizionale quando si parla di erba medica. Esso favorisce la fertilità e la riproduzione, poiché ha un effetto benefico sia sui bovini maschi che sulle femmine. Per di più, il beta-carotene possiede la capacità di rinforzare il sistema dell'animale e quindi di preservarlo dalle malattie infettive, oltre che ad essere utilizzato come metodo di prevenzione contro le mastiti;

Tra le proprietà e i principi nutritivi dell'erba medica so trovano inoltre:

  • clorofilla;
  • fibre solubili e insolubili;
  • alcaloidi;
  • zuccheri;
  • sali minerali e proteine;
  • vitamine A, B2, B3;
  • potassio e omega 3;
  • enzimi utili alla digestione e all'assimilazione del cibo.

 

Il ruolo del territorio nella coltivazione dell'erba medica

Chiaramente, il territorio in cui si coltiva l'erba medica e il foraggio ha un impatto molto importante sulla sua produzione e la sua qualità: i fattori ambientali e climatici (piovosità, umidità e temperatura) influiscono fortemente sulla coltura e il tipo di pianta. Per quanto riguarda le coltivazioni dell'azienda agricola Forte, esse garantiscono un ottimo foraggio e di conseguenza un buono stato di salute degli animali, anche grazie, appunto, al territorio in cui si coltivano le piante per la loro nutrizione. 

Infatti, quest'ultimo rappresenta un tratto distintivo nella coltivazione: il Parco Regionale del Delta del Po si caratterizza per la sua natura alluvionale, è ricco di sedimenti e presenta un clima singolare, dovuto alla vicinanza del fiume Po e del mare.

 

Perché il foraggio è importante per l'alimentazione degli animali

La produzione di un foraggio di qualità è fondamentale, poiché da questo dipendono la salute degli animali, certamente quella degli esseri umani e anche un'adeguata produzione di derivati animali che verranno successivamente messi in commercio.

I fattori ambientali e la coltivazione del foraggio che i ruminanti mangiano influenzano la qualità del prodotto: per giungere ad un buon prodotto è fondamentale che tutte le razioni destinate agli animali, come le bovine da latte, contengano almeno il 60% di foraggio e solamente i foraggi di qualità hanno un adeguato contenuto di energia che possa assicurare degli elevati livelli produttivi.

Evidentemente, scegliere la giusta varietà di erba medica è fondamentale, in quanto un'adeguata scelta permette di ottenere il massimo produttivo di una determinata zona.

 

La semina e la raccolta dell'erba medica

Per ciò che concerne il territorio italiano, la semina dell'erba medica nelle zone centrali e settentrionali della Penisola va effettuata principalmente nei mesi primaverili, in particolare nel mese di marzo, mentre nelle aree collinari è possibile prolungare il tempo di coltura fino a metà aprile. Invece, nelle zone meridionali, più soggette ad un clima primaverile caldo e piovoso, è bene anticipare la semina, in modo favorire una crescita delle piante prima dell'aumento delle temperature.

In merito alla raccolta, per ottenere un foraggio più nutriente e di una qualità migliore, l'ideale sarebbe raccogliere l'erba medica a 90 o 100 giorni dalla semina.

Nelle aziende zootecniche e nelle fattorie, che hanno il bisogno di produrre elevate quantità di foraggio, viene più frequentemente adottata una rotazione della coltivazione dell'erba medica che prevede l'erbaio autunno-vernino.