La qualità del latte nasce prima di tutto dal campo. La gestione dei foraggi aziendali, il modo in cui viene utilizzato il pascolo e come si ricorre all’integrazione alimentare sono fattori decisivi per migliorare non solo la composizione del latte, ma anche la sostenibilità economica dell’azienda e il legame del prodotto con il territorio. Oggi è sempre più evidente che il latte non è il semplice risultato della razione in mangiatoia, ma della somma delle scelte gestionali fatte ogni giorno in azienda.
Le ricerche condotte direttamente negli allevamenti mostrano come una corretta programmazione foraggera influenzi in modo significativo le caratteristiche nutrizionali e qualitative del latte. Non contano solo la genetica degli animalio la quantità di mangime distribuito, ma soprattutto come e quando vengono sfruttati pascoli e foraggi aziendali. Una gestione attenta dell’erba disponibile e delle integrazioni consente di ottenere un latte più equilibrato, più riconoscibile e con un maggiore valore commerciale, riducendo allo stesso tempo i costi alimentari.
Negli allevamenti ovini da latte della Sardegna, il pascolo permanente rappresenta ancora oggi la base dell’alimentazione. Si tratta di una risorsa strategica non solo perché consente di contenere i costi alimentari, ma anche perché rafforza il legame tra il prodotto e il territorio, elemento sempre più importante per la valorizzazione dei formaggi tipici. Il latte ottenuto da pecore che pascolano erba fresca presenta caratteristiche specifiche che lo rendono più riconoscibile, più interessante dal punto di vista nutrizionale e più facilmente comunicabile al consumatore.
La ricerca ha messo in evidenza che il momento di utilizzo del pascolo è fondamentale. Lo stadio di crescita delle piante influisce in modo diretto sulla composizione del latte: quando le pecore consumano erba giovane e in attiva fase vegetativa, aumentano il lattosio e migliorano alcuni aspetti del profilo degli acidi grassi. Al contrario, quando l’erba è più matura o scarsa, cresce la necessità di ricorrere a integrazioni, con effetti che non sempre sono positivi sulla qualità complessiva del latte.
Anche la quantità di erba fresca ingerita dagli animali gioca un ruolo chiave. Un’elevata assunzione di foraggio frescoconsente di ridurre l’uso di concentrati e fieni acquistati, migliorando l’autonomia aziendale e contribuendo a mantenere nel latte composti naturali, come i fenoli, che sono strettamente legati al pascolo e al territorio. Al contrario, un aumento eccessivo dell’integrazione tende ad appiattire queste caratteristiche, rendendo il latte meno “identitario”.
In questo contesto emerge con forza l’importanza della programmazione foraggera aziendale, soprattutto nei sistemi mediterranei, dove la produzione di erba è fortemente stagionale. Pianificare in anticipo l’uso dei pascoli, la conservazione dei foraggi e il ricorso alle integrazioni permette di sfruttare al meglio i periodi di maggiore disponibilità di erba fresca e di affrontare quelli critici senza compromettere la salute degli animali né la qualità del latte. Una buona programmazione consente di ridurre i costi nei momenti favorevoli e di usare l’integrazione solo quando è davvero necessaria, evitando sprechi e squilibri.
Il latte prodotto in aziende che basano l’alimentazione su pascoli permanenti ben gestiti mostra caratteristiche chimiche e sensoriali che possono diventare indicatori del sistema di allevamento. Questi aspetti sono sempre più importanti anche per dimostrare l’origine territoriale dei prodotti e per rafforzare la fiducia del consumatore, oggi molto attento alle modalità di produzione e alla sostenibilità.
In definitiva, il pascolo non è una scelta residuale o tradizionale, ma uno strumento tecnico ed economico di primaria importanza. La programmazione foraggera è la leva che consente agli allevatori di trasformare l’erba disponibile in valore aggiunto, migliorando la qualità del latte, riducendo i costi alimentari e rafforzando l’identità dei prodotti. Investire nella gestione dei foraggi significa investire nella solidità e nel futuro dell’azienda ovina da latte.
Fonte
“Dairy Sheep Grazing Management and Pasture Botanical Composition Affect Milk Macro and Micro Components: A Methodological Approach to Assess the Main Managerial Factors at Farm Level”
Andrea Cabiddu, Sebastian Carrillo, Salvatore Contini, Simona Spada, Marco Acciaro, Valeria Giovanetti, Mauro Decandia, Luigi Lucini, Terenzio Bertuzzi, Antonio Gallo, Lorenzo Salis.
Animals, Volume 12, Issue 19, 2022.
https://www.mdpi.com/2076-2615/12/19/2675




